
La storia dell'umanità è storia di migrazioni che si ripetono e si rinnovano nel tempo, invertendo rotte e destini. Paesi un tempo di emigrazione sono oggi meta ambita di nuovi migranti alla ricerca di un nuovo mondo e di un avvenire migliore. Emigrazione e immigrazione: due facce di una unica storia di uomini, donne di tutti i tempi che si guardano allo specchio. Loro come noi, oggi come ieri: “macaroni e vu' cumpra”, balie e colf. Storie che si ripetono con gli stessi bisogni, ansie, paure, utopie. La storia rivive a parti invertite drammi già vissuti e le immagini del passato ritornano capovolte.
L'esperienza migratoria comporta la rivisitazione della propria identità non solo per i viaggiatori ma anche per le popolazioni locali chiamate a confrontarsi con persone di cultura, costumi, stili di vita, modi di pensare, pratiche religiose differenti. L’Italia è stata caratterizzata da grandi flussi emigratori: dal 1860 al 1976 sono quasi 27 milioni di persone che si sono trasferite all’estero e migliaia di persone dal sud verso il nord Italia. Di questi 4 milioni sono pugliesi, che fanno della Puglia la terza regione italiana per numero di emigrati nel dopoguerra.
L'Italia, da sempre Paese di emigrazione, ha conosciuto negli ultimi anni il fenomeno al contrario dell'immigrazione, diventando per molte popolazioni quello che l’America e l'Europa sono state per gli italiani nel '900. La porta d'ingresso per questo nuovo mondo è la Puglia. Le cause, le storie, i sentimenti sono li stessi.
Memoria e integrazione, ricordarci cosa eravamo per vivere con maggiore coerenza il nostro presente, eliminando quei caratteri di unicità e di minaccia che caratterizzano l'immaginario collettivo soprattutto nei giovani. E' una proposta che si muove nella prospettiva di una educazione alla mondialità, laddove la conoscenza diventa il principale antidoto verso atteggiamenti di intolleranza.